E' tempo di bilanci (5-3-2003)

Partita vera, tra due squadre che si sono affrontate a viso aperto. Entrambe per motivi molto diversi decidono di giocare, l'Alleghe per non finire all'ultimo posto ed il Bolzano per non perdere il ritmo partita e la concentrazione in vista delle semifinali. Come detto vera, ma non per questo molto ricca di contenuti tecnici. L'atteggiamento della squadra di Polloni è quello classico dimostrato per tutta la stagione, e l'ultima partita può essere presa come esempio per cominciare a stilare il bilancio di una stagione deludente. Sorvolando sulla campagna acquisti, su cui ci potremo soffermare più avanti (continuate a seguirci anche dopo la fine del campionato per sapere le ultime novità), l'Alleghe ha evidenziato i problemi sofferti tutto l'anno:

  • non molto precisa in fase di impostazione di gioco
  • conseguente difficoltà ad entrare nel terzo difensivo bolzanino
  • scarsa precisione al tiro
  • non sempre abile a difendere la blu nel proprio terzo difensivo, oltre lo slot davanti a Diego Riva.

Dall'altra parte c'è stato un Bolzano più concreto, più consapevole e più in forma, soprattutto negli uomini chiave. Una nota di merito per Perricone, sempre ultimo ad arrendersi. Speriamo che il canadese, che da settembre avrà anche il passaporto italiano, resti a giocare in riva al lago. Matteo Reolon & Carlo Toffoli

 

La velocità dell'Amatori stende il Renon (4-3-2003)

Lunedì sera si è giocata gara 1 della seconda fase del Campionato Interregionale Seniores, tra Amatori Hockey Agordino e Renon, in cui si scontrano le squadre del girone veneto-trentino contro quelle del girone altoatesino. Stasera invece gli agordini saranno impegnati a Renon con l’eventuale bella che si disputerà sabato 8 al De Toni. Davanti ad un pubblico abbastanza buono per la categoria, circa duecento persone, i ragazzi di Primo Fontanive hanno incontrato una formazione ben schierata in campo e con discrete doti tecniche. Amatori in vantaggio dopo 2 minuti e mezzo con Nicola Fontanive, ma i bolzanini imponendo il loro ritmo pareggiano e passano in vantaggio con Fink. Alla fine della prima frazione è però l’Amatori, sfruttando una maggiore velocità di gioco e nell’esecuzione degli schemi, ad allungare con Franceschini e Balbin, uscendo quindi dall’impasse dei primi minuti. Nel secondo tempo gli agordini prendono il largo e si portano sul 7-3, con il Renon che segna il terzo goal in powerplay. L’ultimo drittel ha poco da dire con i padroni di casa che controllano il risultato e gli ospiti che non riescono a reagire se non segnando la quarta marcatura ancora in superiorità. Risultato finale quindi di 8-4 per la squadra di Fontanive che ha espresso un buon gioco, soprattutto nella fase centrale, facendo ben sperare nel passaggio del turno. Gara 2 stasera a Renon dove l’Amatori tenterà di chiudere i giochi e guadagnarsi un posto per la final four di Pinzolo, da cui usciranno le 2 squadre che si scontreranno con le migliori 2 del girone occidentale decidendo il campione nazionale della serie C. Matteo Reolon

 

Un'Asiago troppo nervoso manda l'Alleghe all'ultimo posto (2-3-2003)
L'Asiago come da copione ad Alleghe, ma con qualche contrattempo. Una rissa nel primo periodo procura, infatti, la penalità partita a Cirone, Bousquet e Manuel De Toni. Più tardi Tremblay rimedierà una penalità di 10' e Bergkvist uscirà per infortunio. Nonostante la Tegola Canadese, almeno nel primo tempo, rifiuti il ruolo di sparring partner, l'Asiago trova spazi con relativa facilità nell'area ospite. La formazione vicentina è decisamente più concreta, al 23º è già sopra di tre lunghezze, grazie ai centri di Bousquet, Da Corte e Mosele. Risponde Fontanive, ma la doppietta di De Bettin chiude la contesa. L'arrendevolezza dei locali nel gioco fisico è disarmante. L'Asiago invece è decisamente troppo nervoso, un brutto sintomo in vista

dei play off. Linee inedite nel terzo tempo, a causa delle assenze (manca anche Veggiato). Sono venti minuti di gioco con poche emozioni, senza gol. Stefano Orsingher

 

Laporte testa i nuovi arrivi contro l’Alleghe (1-3-2003)

Stasera alle 20:45 allo Stadio A. De Toni si disputerà Alleghe-Asiago, penultima puntata di uno dei più brutti campionati degli ultimi anni. Con sole 6 squadre ed interminabili gironi che presentavano sempre le stesse partite, il divario con le prime della classe è apparso subito evidente e già a settembre si pronosticava una finale Milano-Asiago. I vicentini salgono in riva al lago per vincere, in quanto il primo posto è ancora in discussione e lo sarebbe stato ancora di più se il rigore stampato sul palo da Desmarais fosse entrato, conquistando il meritato pareggio e avvicinando le prime due. L’Asiago comunque farà di tutto per giocare la semifinale contro il Fassa anziché il Bolzano dei pericolosissimi fratelli Omiccioli. Diversi stimoli sulla sponda biancorossa, il campionato dell’Alleghe non ha più molto da dire, i giochi sono fatti, anche se contro Merano e Fassa si è visto un orgoglio spesso sopito durante questa season, e le premesse per un match intenso ci sono. L’Alleghe è ancora privo di Cadorin che tornerà per l’ultima giornata contro il Bolzano, mentre Veggiato è in forse per una botta al piede. Problemi anche per l’Asiago, ma di abbondanza: Topatich sarà a riposo per un infortunio alla mano, Laplante è momentaneamente in Canada per motivi familiari mentre Cibien è ancora infortunato e Marchetti è sofferente al ginocchio. Rientreranno invece Bergkvist e Cirone, disponibile dopo la squalifica e soprattutto si vedranno sul ghiaccio i nuovi rinforzi di Laporte. Giocherà il portiere italo-svizzero Marco Streit liberando un posto per uno straniero di movimento, e dando un meritato turno di riposo a Gravel. In attacco invece si vedranno Didier Schafer, proveniente dal Sierre, appena eliminato dalla corsa alla promozione in LNA, e il grande rientro di Eric Lecompte. Il canadese, prima scelta dei Chicago Blackhawks, reindosserà la sua maglia 42 dopo l’esperienza in LNA, assieme a Marco Streit, con il Langnau, squadra che ha appena conquistato la salvezza all’ultima giornata. Un turn-over incredibile ma che sarà utilissimo a Laporte per sperimentare la formazione che tenterà la conquista del tricolore. Grandi investimenti davvero per una squadra che sta dimostrando, seppur vivendo in una piccola realtà, di gestire in modo molto professionale l’hockey sull’altipiano. Anche piccoli dettagli, come la presenza nell’ultima partita della mascotte Lionheart e delle A’s Girls, rivelano come la dirigenza asiaghese porti avanti un progetto bene strutturato, sul modello delle franchigie americane, campionati da cui, sia per professionalità e chiarezza di regolamenti, abbiamo ancora molto da imparare. Matteo Reolon


Cominciano i playoff del girone orientale della Serie C (1-3-2003)

La prima gara della seconda fase del campionato interregionale seniores che si doveva disputare questa sera ad Alleghe, è stata rinviata a lunedì alle 20:30, in quanto la richiesta della Amatori Hockey Agordino di giocare gara 1 a Renon, a causa della concomitante gara interna della serie A, non è stata accolta dalla Federazione. Mercoledì invece si giocherà sull’altipiano sopra Bolzano mentre l’eventuale bella si disputerà al De Toni sabato 8 marzo. L’Agordino classificatosi secondo nel girone con 24 punti, ritroverà al turno successivo la vincente tra Jugend Bolzano e Alta Badia, squadra che ha vinto imbattuta il girone C con 26 punti, e le vincenti tra Valrendena – Rencio e Nuovo Fiemme – Stelvio. Queste 4 squadre si scontreranno a Pinzolo Valrendena il 15 e 16 marzo decidendo con scontri diretti le due squadre che disputeranno le finali nazionali contro le migliori due del girone occidentale. L’Agordino ha buone possibilità di ben figurare, visto il suo attacco esplosivo con ben goal 158 segnati finora anche se adesso il livello, sia tecnico che tattico, si alzerà decisamente e le goleade oceaniche saranno un lontano ricordo. Esclusa la possibilità ventilata di ricevere rinforzi dalla Serie A, ci sarà anche il problema delle defezioni di Nicola ed Alberto Fontanive e Francesco De Biasio a causa della convocazione in nazionale juniores. Per il resto la squadra sarà al completo e dovrà dimostrare di saper affiancare alla buona vena realizzativa, una maggiore attenzione in difesa, fase in cui spesso l’Amatori Agordino è stata messa in crisi contro le squadre meglio impostate, come L’Alta Badia dei molti giocatori agordini emigrati a Corvara e il Valrendena, per non parlare della rocambolesca partita interna contro il Feltre. Si torna quindi a giocare lunedì sera, con i ragazzi di Primo Fontanive chiamati a dimostrare sul ghiaccio le loro potenzialità, e per capire se l’HC Alleghe potrà contare in futuro su nuovi campioncini. Matteo Reolon

 

l'Alleghe esce a testa alta dal catino del Palagorà (26-2-2003)

Anno dell'abbondanza a Milano, Adolf Insam per la partita con l'Alleghe ha schierato 12 attaccanti suddivisi su 4 linee di gioco, tra i pali un bellunese, Gianluca Canei di Cortina d'Ampezzo. Prove tecniche di finale, ovviamente, anche per far fronte ai nuovi acquisti dell'Asiago: Lecompte, Streit e Parlatore, già anche il portiere italo-svizzero Marco Streit, arrivato ad Asiago da qualche giorno, il cui utilizzo potrebbe liberare un posto per un giocatore straniero di movimento in più dando al tecnico un ampio ventaglio di soluzioni tattiche. Gli agordini resistono 8 minuti e poi cadono sull'azione di Peca al quale viene assegnato il primo gol, anche se la deviazione finale era di Matteo Molteni. Nella seconda parte del periodo l'Alleghe si ritrova per due volte in inferiorità ed allo scadere della seconda subisce il raddoppio con Maurizio Bortolussi a chiudere un'azione di Sjorgen. Anche nel secondo periodo di gioco Roberto Ciprian si mette più volte in evidenza (sostituendo l'infortunato Daniele Veggiato) ed è sul ghiaccio anche all'ottavo minuto, momento in cui il giovane Manuel Da Tos dimezza le distanze. Nemmeno un minuto dopo la rete da cineteca di Scott Beattie. Ci vuole ben altro per domare l'Alleghe, lo ribadisce Lino De Toni al 12' con un gol che riapre la partita. Nel terzo tempo l'Alleghe usufruisce di un paio di power play, già nel primo sembra in grado di sfiorare l'impresa e riportare la partita in parità, nel secondo Perricone si ritrova a tu per tu con Canei, ma non alza il disco di quel che basta per esultare. E' la penultima occasione per pareggiare le sorti, nella rimanente parte del periodo la formazione milanese ci mette la massima attenzione per evitare il peggio, negli ultimi 30 secondi Canei è invece costretto ad evitare il pareggio spostando la porta ed è rigore. Peccato, Desmarais colpisce la traversa ed il Milano vince mentre l'Alleghe esce a testa alta dal catino del Palagorà. Mirko Mezzacasa

 


Orgoglio Alleghe (22-02-2003)

Non ci sono dubbi: in casa Alleghe c'è orgoglio da vendere. Il Merano ha subìto il gioco delle Civette che non ci stanno a chiudere la stagione all'ultimo posto. Una vittoria importante, nello scontro diretto tra le escluse dai playoff che tuttavia diverte l'infreddolito pubblico del De Toni. L'Alleghe attacca per tutto il primo tempo. Nei primi 10' l'unico grande protagonista è Marco Leinonen mentre Riva si gode lo spettacolo dall'altra parte del ghiaccio. Negli altri 10' le Civette continuano ad attaccare con veemenza. Fontanive a 20 secondi dalla sirena è autore di un buon passaggio per Manuel De Toni autore dell'unica marcatura.

Il Merano prende le redini del gioco nel secondo tempo anche grazie alla superiorità per il fallo di Lorenzi. I due Ansoldi propongono un buon fraseggio, ma senza conclusione. Al 9' non scatta l'automatismo Fontanive-Manuel De Toni e Scelfo s'invola in contropiede, si ritrova a tu per tu con Riva e non sbaglia. Pircher trova il tempo di pizzicare Desmarais e finisce in panca puniti, 1 solo secondo prima del suo rientro Fontanive trova il vantaggio, ma l'Alleghe non può festeggiare perché 10 secondi dopo Ansoldi riporta la situazione in parità. Nei minuti finali Manuel De Toni ritrova il vantaggio, 60 secondi dopo lo raddoppia Desmarais chiudendo la triangolazione con Lino De Toni. Nella terza frazione Veggiato è costretto a rinunciare alla partita per un infortunio al piede. Harder accorcia e Demarais sfrutta al meglio il contropiede ristabilendo le distanze e Fabrizio Fontanive sulla torta ci mette anche la ciliegina. Mirko Mezzacasa

 

Il processo è già iniziato (22-2-2003)

Quattro partite, tre al De Toni, solo per onor di firma, ma anche per evitare un'umiliazione: l'ultimo posto della graduatoria, il sesto alle spalle del Merano. L'Alleghe scenderà sul ghiaccio da oggi per dimostrare che l'orgoglio esiste ancora, non è un ricordo del passato. Alle 20.45 le civette incontrano il Merano squadra sorpresa delle ultime giornate, capace di battere il Milano e far impazzire il Bolzano autore del pareggio nel minuto finale con l'incredibile Drew Omiccioli per la terza volta risolutore di incontri in zona cesarini. L'Alleghe è stato eliminato dal play off. Il Fassa ha vinto ed ora si prepara per la parte più interessante e godibile del torneo. "E' andata così -dice il presidente Nilo Riva - senza dimenticare che quest'anno il campionato è stato interrotto 5 volte e noi siamo stati penalizzati anche con la convocazione in nazionale dei nostri migliori giocatori con conseguenze nelle sedute di allenamento. Non voglio accampare scuse, ma negli incontri fondamentali con Fassa e Merano abbiamo giocato menomati per infortuni e squalifiche. Infine se l'arbitro della partita di Canazei (Bagozza) fosse stato quello di Alleghe (Gagliardi) non sarebbe andata così". E i processi possono iniziare. Si parlerà della sostituzione di Stephane Roy con James Desmarais presentato come un gran giocatore ma rivelatosi l'esatto opposto. Si parlerà del cambio dei terzini e dell'errore di non aver riporato ad Alleghe Janik e Mosnar autori di una stagione indimenticabile. Ma si parlerà anche degli italiani capaci di fare la differenza in altri campionati, ma non certo in questa stagione. "Sono pienamente d'accordo - dice Nilo Riva - chiaramente è difficile che i rendimenti dei giocatori siano costanti negli anni. Dipende da molti fattori". Quindi il processo è già iniziato? "E' iniziato - conclude Riva - nello sport un anno negativo può capitare. Se il processo è stato aperto so di essere il primo imputato e non mi tiro certo indietro assumendomi le mie responsabilità. Quando si cerca di fare una squadra lo si fa nel miglior modo possibile. Volevamo una formazione rocciosa, massiccia, ma non è andata così". Mirko Mezzacasa


L'ultimo derby del Fedaia (21-2-2003)

Il Fassa travolge l'Alleghe sulla via dei play off, con un 2 a 5 che bissa il finale di due giorni fa a Canazei. Trascinata dal proprio special team, la squadra trentina ha guadagnato l'accesso alla prossima fase, seminando definitivamente una Tegola Canadese impegnata a menare dischi avanti e indietro per il campo, spesso senza costrutto. La generosità dei biancorossi è lodevole, ma non basterà a colmare alcuni limiti strutturali. Le iniziative personali non sono bastate per coprire il sensibile gap nel gioco fisico ed un'amalgama tutta da rivedere. Le squadre partono con il freno tirato, solo nella ripresa gli ospiti manifestano una maggiore concretezza, a partire dalla gestione dei power play. I bellunesi trovando il gol un minuto dopo il primo face off. In superiorità numerica Desmarais risolve una mischia in area avversaria, costruendo un vantaggio che dura solo quattro minuti, fino a quando Popadinetz coglie Riva impreparato, con un tiro dalla media distanza. La direzione di gara è fiscale; i locali godono di numerosi power play, durante i quali lavorano qualche disco pericoloso, nessun irresistibile. L'Alleghe gioca la carta dell'uomo in più anche nella ripresa, ma il break decisivo arriva quando è il Fassa a provare il proprio power play. Signoretti dalla blu, e successivamente Popadynetz, confezionano il vantaggio e l'allungo che tagliano le gambe agli agordini. Poco più tardi, Rudi Locatin gli infila in contropiede nel momento in cui la Levoni torna a giocare in cinque. Ventitré secondi dopo, Dino Felicetti lo imita ed impone un parziale di tempo (0-4) che non ammette repliche. L'assalto del Fassa è durato dieci minuti, sul ghiaccio rimangono i cocci, così il terzo tempo va in scena per onor di firma. Carlo Lorenzi pone l'ultimo sigillo stagionale al derby del Fedaia. Stefano Orsingher

 

Derby della Marmolada avvelenato (20-2-2003)

La vigilia del derby della Marmolada, l'ultimo di stagione è avvelenata dal malumore per la partita dell'altra sera giocata a Canazei. La dirigenza agordina ce l'ha con la direzione di gara e con quel capoarbitro Bagozza autore di un arbitraggio insufficiente. Le sue disattenzioni al Gian Mario Scola sono costate care: Jurai Durko è stato colpito duro con una carica alla balaustra (da tergo e con bastone) che gli ha procurato un grave trauma cranico con commozione celebrale. Lo stadio è rimasto con il fiato sospeso, il capo arbitro ha punito con 2 minuti Dino Felicetti che a detta degli esperti non avrebbe più dovuto mettere i pattini sul ghiaccio, forse non solo per una sera. A fine partita Shishokovich è stato colpito in pieno volto con un bastone, una brutta ferita subito suturata con punti, ieri si parlava anche di una probabile frattura al setto nasale. E Bagozza dov'era?
Con questo clima il Fassa ritorna al De Toni forte dei 6 punti di vantaggio sull'Alleghe. In caso di vittoria i trentini sono matematicamente quarti in classifica e pronti per la semifinale. In caso di vittoria alleghese le civette si porterebbero a meno 4 con altrettante giornate a disposizione: due partite casalinghe con Merano e Bolzano, due in trasferta con Asiago e Milano. Certo può succedere di tutto, ma se l'Alleghe voleva giocare la semifinale doveva vincere prima di tutto l'altra sera con il Fassa e non lasciarsi sfuggire la possibilità di battere il Bolzano ad inizio settimana al palaonda quando in vantaggio di 2 reti gli agordini si sono fatti raggiungere e superare. Quest'Alleghe merita la semifinale? Il Fassa ha dimostrato maggiore carattere, anche l'altra sera a Canazei. Ne è uscito vincitore su tutti i fronti, dal gioco tattico a quello fisico. Allo Scola si è visto una compagine biancorossa rinunciataria, troppi i dischi persi, sono mancante anche le più elementari impostazioni di gioco. Non si dimentichi che le civette hanno usufruito di una serie di superiorità (anche di 4 minuti) impostante in pessimo modo, senza alcun tentativo di conclusione. Le colonne della squadra hanno lavorato poco e male, spesso hanno mancato l'opportunità di entrare negli angoli transitando ben lontano, non si sono certo dannate l'anima quando il Fassa ha preso le distanze mettendo una seria ipoteca sulla partita più importante della stagione. Forse non ci hanno creduto al pari dei trentini quest'anno più che mai interessati ad un accesso alla fase finale che il campionato gli ha negato nella trascorsa stagione. Mirko Mezzacasa


L'Alleghe si arrende al Fassa (19-2-2003)

Il Fassa vola a più 6, l'Alleghe paga il nervosismo del dover vincere a tutti i costi per restare in campionato dopo la regular season. Il derby del Fedaia - preceduto dal minuto di raccoglimento in memoria di Stefano Scussel, ex giocatore dello Zoldo, morto ieri - premia la squadra più concreta, meglio attrezzata anche nello scontro fisico e soprattutto più veloce. Non sono piaciute le Civette: lente, poche volte alla ricerca di dischi, lontano da una possibile forma top per affrontare una semifinale. E pensare che nel Fassa mancava anche Bosson fuori per squalifica. Da subito raggiunge livelli preoccupanti il nervosismo tra gli uomini di Polloni. L'Alleghe soffre l'avversario, soprattutto, tra il 4' e il 5' favorendo una prima discesa di Popadynetz, tre contropiede e anche l'azione da gol: un ingaggio alla destra di riva con disco ben servito a Mc Nevin per la rete del vantaggio. L'assedio continua nei minuti successivi con il Fassa decisamente superiore. Al primo giro di boa Dino Felicetti carica con durezza Durko (in infermeria per tutta la rimanente parte della partita con sospetto trauma commotivo) e viene punito con soli 2' di penalità. Tremblay non imposta il power-play (per due volte), Riva tenta un rocambolesco salvataggio dalla balaustra rischiando la beffa e i 120 secondi trascorrono senza alcun tiro. Al rientro di Faggioni anche il fallo di Levis. Di piacevole, da parte agordina, la discesa di Ciprian, degna di uno slalomista, al 16', ma Dell'Olivo e Rudatis non ci credono e non lo seguono con la stessa convinzione. L'Alleghe gioca un lungo power-play (4' a Reja per bastone alto, altrettanti i punti di sutura sul volto di Shishokich) nella parte conclusiva del primo tempo impegnando Carpano, ma anche subendo il contropiede di Popadynetz. In apertura di secondo periodo, nel residuo di power-play (oltre 1'), l'Alleghe oltre a non provare nemmeno il tiro subisce il gol del raddoppio su facile contropiede del solito Popadynetz. Segue una sceneggiata di Dell'Olivo (2' per colpo di bastone), un fallo di Popadynetz e il gol di Sheppard per totale demerito di Tremblay inchiodato sulla blu e superato dal reparto offensivo di casa. Al 6' Lino De Toni (ultimo uomo) è falciato in area ed è tiro di rigore che lo stesso capitano scaglia sui gambali di Carpano. Gli agordini propongono ancora qualche azione, lenta e scoordinata mentre il Fassa è maggiormente reattivo e in superiorità (bastano 5 secondi), realizza il quarto gol nel rilassato terzo agordino. Negli ultimi 20' gol di Margoni e reti ininfluenti di Tremblay e Veggiato. Domani si replica ad Alleghe alle 20.45. Una vittoria del Fassa significherebbe una matematica eliminazione dai playoff dell'Alleghe a quattro turni dalla conclusione della stagione regolare. Mirko Mezzacasa


Ancora un'occasione persa (16-1-2003)

L'Alleghe perde una grande occasione, battere il Bolzano e riavvicinare sia il Fassa che la zona play off. In doppio vantaggio, dopo aver giocato un tempo in modo impeccabile, gli agordini hanno lasciato troppe iniziative alla squadra di casa autrice di uno scoppiettante secondo periodo. Nell'ultima frazione la squadra di Polloni s'è fatta di nuovo raggiungere e superare consegnando l'intera posta in palio. Didier Tremblay è rimasto in tribuna per decisione dei vertici societari: «Con le squadre che hanno rispettato il patto dei 4 tranfer card - ha detto infatti il presidente Nilo Riva - ci comporteremo in modo corretto». Vibrante inizio con due reti, in soli 27 secondi. Il gioco si apre sul power play del Bolzano (Levis in panca puniti), ma a realizzare ci pensa l'Alleghe con un ottimo contropiede di Desmarais e i giocatori del Bolzano imbambolati nell'area agordina. Rigoni non concede il bis, convalida e rimette in gioco il puck. Ad Avancini e Drew Omiccioli sono sufficienti 27 secondi per lanciare in gol Rolly Ramoser e sfruttare al meglio il residuo tempo di superiorità. La lezione data da Desmarais non sveglia gli altoatesini, infatti all'8' la storia si ripete con l'altro contropiede, in assolo, di Veggiato e nuovo vantaggio agordino. La reattività dell'Alleghe è decisamente sorprendente, altrettanto l'approssimativa difesa del Bolzano che paga, tra l'altro, la cronica assenza di Dezainde. Al 15' prima superiorità bellunese (bastone alto di Ramoser), ben giocata per quanto riguarda il possesso del disco (per 120 secondi sulle stecche dell'Alleghe), ma priva di concretezza . Nell'ultimo minuto Veggiato raddoppia il vantaggio a conferma della superiorità agordina. I quindici minuti del primo riposo svegliano il Bolzano, più tonico in avvio di ripresa. Ramoser, su passaggio di Drew Omicioli, batte Riva e riapre il confronto. E infatti la partita si fa via via più intensa e godibile. Continui i rovesciamenti di fronte con Hell e Riva costantemente sotto pressione. La volontà di riscatto del Bolzano, per il pessimo primo tempo disputato, premia la squadra di casa più volte placata nelle incursioni in zona gol. Il premio per tanto lavoro gli uomini di Kennedy lo incassano ad una manciata di secondi dalla sirena grazie ad una fucilata di Stefan Zisser, solo e incontrollato tra il portiere agordino e la linea blu. Inizia la terza frazione, il Bolzano non è più frizzante come nel secondo drittel, l'Alleghe gioca 8 secondi in power play e ritrova il vantaggio: Lino De Toni "tira su" la squadra, Perricone lavora di finezza e Desmarais finalizza. I bolzanini non ci stanno ed iniziano di nuovo a produrre un grande volume di gioco, Mike Omiccioli riporta la situazione in parità alla metà del periodo. Al 14' la difesa agordina entra in tilt e si concede un periodo sonnacchioso. Egger riceve gratuitamente un disco sulla stecca e punisce le civette. Ultimo gol di Walcher (di pattino) tra le inutili proteste degli agordini. Mirko Mezzacasa


L'Alleghe diverte, ma viene schiacciato dalla corazzata Milano (14-1-2003)

L'Alleghe diverte, ma viene schiacciato dalla corazzata Milano. Lo Junior sornione ha subìto a lungo l'iniziativa dei padroni di casa, reggendo grazie ad una buona disposizione in campo ed all'ottima vena del proprio portiere. Alla distanza, la compattezza ed il tasso tecnico dei campioni d'Italia hanno travolto un Alleghe che ha pagato la minore precisione in zona tiro. Il doppio vantaggio ospite del primo tempo è frutto della maggiore confidenza con il gol dei Vipers. In venti minuti l'Alleghe gioca alla pari con la capolista, costruisce numerose azioni, grazie anche a quattro power play, ma non riesce ad andare in gol. Il Milano invece sfrut

ta le uniche due occasioni degne di nota, con Anderson e Sjogren. Il primo centro arriva su azione insistita, il secondo in contropiede. Il periodo termina con i biancorossi in doppia superiorità numerica e Muzzatti sugli scudi. Alleghe arrembante anche nella ripresa. Lino De Toni corregge in rete un tiro di Durco dalla blu. Il pareggio è opera di Manuel De Toni, preciso nel centrare l'angolo alto più vicino con una fucilata imprendibile. Quando serve, il Milano sornione riesce a distendersi pericolosamente. La sua abilità nel lavorare dischi in balaustra serve a Lefebvre per tornare avanti. Dopo il secondo riposo gli agordini perdono smalto, concedendo qualche spazio di troppo all'avversario. Sjogren ne approfitta per allungare. I Vipers tengono i locali fuori zona tiro anche con le cattive. La gara si spegne e i bellunesi subiscono i centri di Peca e Bortolussi. Stefano Orsingher

 

I giovani dell'Alleghe trascinano la nazionale: parla Manuel De Toni (10-2-2003)

Giovedì sera ricomincia la Serie A, ancora 8 incontri che decideranno la prima posizione e l’ultimo posto utile per i playoffs, dopo l’ennesima pausa per la nazionale di quest’anno. Il quadrangolare di Villach, valido per l’Euro Ice Hockey Challenge, ha visto un’Italia grintosa e vincente, ma soprattutto che convince, con protagonisti i biancorossi Veggiato, “Bicio” Fontanive, Lorenzi e Manuel De Toni, punta di diamante della nazionale universitaria che ha appassionato per 2 settimane il pubblico di Pontebba.Pochi chilometri tra Villach e Pontebba ma tante le soddisfazioni per l’attaccante alleghese - “Sì è vero, ho un bellissimo ricordo delle universiadi, giocare davanti a quel pubblico è stato magnifico”. Manuel ormai è abituato alle grandi platee, dopo gli stadi pieni durante la tournè negli USA, il palaghiaccio di Pontebba stracolmo, ed ora anche il Tivoli Stadium di Villach, gremito l’altra sera da quasi 3000 persone. L’Hockey sembra aver entusiasmato anche i friulani, racconta Manuel – “Contro l’Austria sono arrivati dal Friuli tantissimi tifosi, che ci hanno incitato per tutta la partita”. In quella partita pareggiata 4-4 Manuel ha segnato una doppietta e si è confermato uno dei trascinatori della squadra. Anche se alla fine la differenza reti ha premiato i padroni di casa a pari punti (4), le 3 partite disputate dagli azzurri sono state ottime per gioco ed intensità – “Abbiamo giocato molto bene, siamo imbattuti, peccato solo che nel pareggio 1-1 contro l’Inghilterra non abbiamo dato il massimo, squadra tosta che tra l’altro incontreremo anche ai mondiali di Gruppo B”. Tra 3 mesi il blue team se la vedrà infatti a Zagabria in Croazia con Inghilterra, Norvegia, Francia, Estonia per tornare nell’olimpo dell’hockey internazionale e le premesse sembrano buone – “Siamo cresciuti molto dal quadrangolare in Francia, Cortina sta portando avanti un gruppo di giovani italiani che sta diventando sempre più affiatato”. Unico oriundo convocato era infatti Anthony Iob inserito in linea proprio con Manuel e Veggiato che assieme a Bicio Fontanive e Lorenzi hanno tinto di biancorosso le ottime prestazioni degli azzurri. Tutti e 3 i goal segnati l’altra sera contro la Slovenia (risultato finale 1-3) sono infatti agordini, in una partita che si è decisa nelle situazioni di superiorità – “E’ normale che in incontri così equilibrati il punteggio si sblocchi in queste fasi. Noi siamo stati bravi a concretizzare con l’uomo in più”. E’ stato Fontanive ad aprire le marcature, assistito da Lorenzi, Veggiato ha raddoppiato e Lorenzi ha chiuso la partita nel terzo tempo dopo un ritorno degli sloveni. Con giocatori così in forma sembra che i playoffs non siano più irraggiungibili per le civette – “Non sarà facile ma possiamo farcela, quest’anno per noi il quarto posto sarebbe un risultato fantastico e ce la metteremo tutta per conquistarlo”. MR

 

Niki Cadorin squalificato fino al 3 marzo (8-2-2003)

Niki Cadorin non potrà giocare le partite di campionato fino al prossimo 3 marzo. Il giudice ha deciso: un mese di squalifica a partire dal 3 febbraio scorso. Il forte terzino agordino era stato mandato nello spogliatoio con 5 minuti di penalità, più penalità partita, per l'incidente avvenuto con Dantone. Da una sommaria ricostruzione il giocatore fassano era a terra e Cadorin, divincolandosi, lo avrebbe tagliato con un pattino. La commissione ha valutato dunque una responsabilità punendo il Cadorin con i 30 giorni di squalifica, tutto sommato non è da farne un dramma poteva andare anche peggio soprattutto se l'arbitro Bagozza avesse messo a rapporto altri dati, ma probabilmente anche il capo arbitro si è reso conto che non si trattava di un fallo volontario, voluto per fare del male all'avversario. Niki Cadorin, pertanto, rimarrà fermo un mese, ma intanto continuerà ad allenarsi poiché rientrerà per le ultime partite della regular season, quindi in perfetto sincronismo con l'inizio del play off ammesso - e non ancora concesso - che l'Alleghe riesca a battere il Fassa superendolo in classifica e quindi stabilizzandosi al quarto posto, l'ultimo utile per avere accesso alla semifinale contro la prima della classe, Milano o Asiago. Mirko Mezzacasa


Nuovo stop per la Serie A: Nazionale impegnata al triangolare di Villach

Altri dieci giorni di pausa, ad una settimana dalla ripresa del campionato dopo le Universiadi di Tarvisio. Un nuovo stop, prima del rush finale, per permettere alla nazionale italiana di disputare il quadrangolare di Villaco in Austria. Si ritornerà sul ghiaccio il 13 febbraio, l'Alleghe giocherà la prossima partita in casa contro il Milano con la voglia di bissare il successo dell'incontro casalingo precedente, di certo memorabile e dal risultato concreto ai fini della classifica. In questi giorni Didier Tremblay avrà l'opportunità di scendere sul ghiaccio per prepararsi al meglio in vista della parte finale della regular season. Ad Asiago, nella partita precedente, il terzino si è fatto notare, ha ancora qualche problema a pattinare, ma è logico dopo le tante settimane di stop forzato.
«Tremblay è importante - ha detto Diego Riva dopo la partita dell'Odegar - è stato portato ad Alleghe con una credenziale: lo straniero più forte nel reparto difensivo. Il suo apporto ci è mancato per tre mesi, è un hockeysta di peso e si vede. Lorenzi, Cadorin, Levis, Guadagnini, hanno dovuto fare gli straordinari, ora contiamo sul suo lavoro: importantissimo». In vista del prossimo incontro ritornerà in riva al lago anche Jurai Durko, da lunedì in Slovacchia per la morte del padre. In dubbio, invece, la presenza di Niki Cadorin squalificato in seguito all'incidente con Dantone del Fassa. Il terzino alleghese ha rimediato una penalità partita, ma soprattutto il momentaneo stop in attesa di una decisione che non è ancora arrivata ad Alleghe. Infatti, solo ieri è stato emesso il comunicato (dalla Federazione) della squalifica di Fabrizio Fontanive (1 giornata) peraltro scontata ancora sabato scorso in occasione della partita con il Fassa. Ad Alleghe si teme il peggio, cioè un atro caso Lobis (Bolzano), il giocatore interessato da un provvedimento per l'infortunio a Popadynetz in forza alla compagine di Canazei. Dall'ultima partita è emerso comunque un fatto di rilievo, l'Alleghe c'è e punta ad entrare nella griglia play off. Lo dice Diego Riva tra l'altro con un piccola recriminazione per quella terza rete che Roberto Moschen ha comunque convalidato all'Asiago, nonostante l'azione fosse viziata da un possibile fallo di uomo in area: «L'arbitro - dice il goalie agordino - poteva fischiare anche prima in occasione del terzo gol, il disco era fermo da un bel po' sotto le mie gambe. Quando l'arbitro vede una cosa e decide è inutile continuare a contestare. Abbiamo comunque disputato una buona gara dimostrando che ci siamo come squadra. Ora si riposa e il nostro obiettivo rimane il play off, giocando così ce la possiamo fare». Mirko Mezzacasa

 


L'Alleghe verrà trasmesso 2 volte su RaiSAT (28-1-2003)

Le partite di hockey su ghiaccio del campionato di A1 e A2 verranno trasmesse prossimamente dalla RAI su Raisportsat: questo è quanto prevede l´accordo stipulato nei giorni scorsi dalla Federazione Ghiaccio e la RAI. Queste le partite previste nelle prossime quattro settimane nel palinsesto, tra cui 2 partite dell'Alleghe:
Asiago-Merano (4 febbario), Merano-Bolzano Forst (11 febbraio), Bolzano Forst-Alleghe (18 febbraio), Alleghe-Merano (26 febbraio), Fassa-Milano (4 marzo), a cui si aggiungeranno anche gli incontri dei play off.


In riva al lago arriverà Juraj Durco (17-1-2003)

E' slovacco il nuovo straniero dell'Alleghe. E' quindi terminata la caccia della Tegola Canadese a un difensore che potesse prendere il posto dell'infortunato Tremblay. In riva al lago arriverà Juraj Durco, 25 anni, nato a Trencin. Stecca sinistra, 182 centimetri per 88 chili di peso sono le sue misure, buone per un terzino certamente dotato di ottima tecnica come lo sono tutti gli hockeysti dell'Est europeo. Durco ha giocato quest'anno in due squadre diverse, il Dukla Trencin, prima di trasferirsi a stagione iniziata nell'extraliga della Repubblica Ceca con gli Havirov Panthers. La sua carriera è per lo più vissuta nella squadra della sua città, il Dukla, con la quale ha disputato nove campionati, dopo essere uscito dalla junior. Ha fatto anche parte della nazionale del suo paese. Dovrebbe trattarsi di un terzino ordinato, molto bravo a uscire di zona, non certo un goleador. RF

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