| Il sogno s'infrange sotto il cielo di Milano e il volo delle Civette s'interrompe in gara 5 all'Agorà. Il «comunque siamo arrivati alla bella con i campioni d'Italia» non consola. In troppi ci credevano, in troppi erano pronti a 15 giorni di fuoco tra l'Olimpico e l'Alvise De Toni. E invece i meneghini hanna superato di nuovo gli agordini e ora si giocheranno lo scudetto, come due anni fa.
L'Alleghe non si lascia intimorire dagli oltre 3000 sulle tribune (almeno 300 gli agordini, 110 di loro scesi in festa con i pullman del Nucleo Disagiato) andando a saggiare il morale di Passmore per due volte nel primo minuto. Al 2' il Milano è in superiorità per il primo fallo di Bilotto subito sanzionato da Metelka che chiarisce il metro di arbitraggio. 2' terribili nei quali il Milano imposta un gran power-play scaricando sul bersaglio agordino almeno sette tiri. L'Alleghe esce dal proprio terzo solo al 6' poco prima della scazzottata tra Strazzabosco e Sundblad che costa a entrambi 4' di penalità. Lusth chiama quindi un inusuale time-out, forse per placare il ritmo dei padroni di casa.
8': sono cinque i giocatori in panca puniti, con l'uscita di Helfer l'Alleghe gioca il primo power play. Il Milano insiste, attacca, fa la partita. 11': fallo di Lino De Toni, soffrono gli agordini, Groeneveld di più. Al rientro il capitano sfonda la porta meneghina con la collaborazione di Harder e Chaulk. Il primo tempo si chiude con il vantaggio dei biancorossi nonostante un inizio di partita esclusivamente di marca meneghina.
Il Milano graffia subito, al rientro sul ghiaccio. Passmore dimostra mestiere quando (2') si procura il fallo per l'ostruzione di Sundblad. La superiorità scatena la squadra di casa, il contropiede di Chaulk e Lino De Toni non va a buon fine mentre Christie sulla successiva discesa rimette il parziale in parità. Nella superiorità l'Alleghe lascia al Milano l'opportunità di organizzarsi e Savoia, sulle ali dell'entusiasmo della precedente marcatura, porta in vantaggio i pentacampioni d'Italia. Harder fallisce il pareggio sbagliando il bersaglio di un nulla, ma per quattro volte gli agordini non sfruttano l'uomo in più. Prima della sirena ecco un'altra superiorità, il quinto power play non concretizzato, il peggiore della serie.
Nel terzo tempo l'Alleghe completa la frittata. Sesto power play: Chitarroni sfugge a Bilotto, inutile il tentativo di agganciarlo da dietro e Mario Brian deposita il disco alle spalle di Groeneveld. L'Alleghe non ci sta e 24 secondi dopo sfrutta finalmente la superiorità rientrando in partita con il gol di Fabrizio Fontanive. Il volo delle Civette è di nuovo stoppato al 5' con il Milano per 36 secondi con due uomini in più sul ghiaccio. I Vipers dopo oltre un minuto trovano con Scandella la rete del nuovo doppio vantaggio, una corta respinta sul primo tiro di Savoia. Slap shout secco, imprendibile anche per Groeneveld. L'Alleghe subisce il Milano che al 14' sfrutta di nuovo il power play (3 su 6, ovvero il 50 per cento) con Strazzabosco. Il gol del vicentino chiude la partita permettendo alla Curva del Milano di iniziare la festa per il passaggio alla finale. Prima della sirena la penalità partita a Ricciardi (rissa con Helfer) e i gol in cinque contro tre di Evans e Sisca. Finisce 7-2, troppo brutto per essere vero.
Mirko Mezzacasa
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