| (mm) Che festa dentro il ghiaccio dell'Agorà, ma senza coppa perché "rubata", nella bolgia di fine partita, probabilmente da tifosi del Milano. E così il Cortina ha dovuto festeggiare con il trofeo del secondo posto e le medaglie del secondo posto. Un problema in più per la Federazione che dovrà ordinare un nuovo trofeo.
«Una vergogna -dice il capitano Giorgio De Bettin- ho giocato qui un anno e ho perso 4 scudetti. Il furto della Coppa? Una vergogna, sono deluso e non mi spiego come possa essere successo. Comunque abbiamo lo scudetto adesso. Siamo una grande squadra che ha sofferto tutta la stagione ma è sempre stata unita. Non c'è nulla di meglio». La festa è comunque iniziata con o senza coppa. Luca Zandonella ha tolto pure il tutore per pattinare meglio, per alzare i tifosi e per schizzare da un angolo all'altro dell'Agorà: «Sono felice per me, per i miei compagni, per mio padre che ha trascorso un periodo all'ospedale soffrendo alla radio, per mia mamma che da sempre segue la mia storia sul ghiaccio, per mia sorella, per tutti quelli che ci vogliono bene». Si abbracciano i cortinesi sotto il cielo di Milano, si abbracciano perché Cortina è in festa. Lo sa Francesco Alberti, ma pensa alla partita: «È stata equilibrata, ma il Cortina aveva più fame di vittoria, soprattutto negli ultimi cinque minuti del tempo regolamentare. Abbiamo giocato solo noi, abbiamo colpito due pali consecutivi per loro è stata dura giocare 4' in quattro contro tre. È una sensazione incredibile, non lo dimenticherò mai». Gigi Da Corte ha sfiorato il gol della vittoria ancor prima dell'ultimo sigillo di Corupe: «Solo sfiorato, certo. Ho colpito il palo, poteva essere il gol della storia. A proposito ma chi l'ha fatta la rete che ci ha consacrato campioni d'Italia?». De Bettin e Da Corte, una gran firma su questo scudetto.
«Abbiamo dimostrato di volerlo fortemente -continua Da Corte- la fortuna ci ha anche un po' aiutato, non può andare sempre storta». «Non ho parole -dice Federico Adami- non ho proprio parole. Vittoria meritata, siamo stati onesti, il fallo di Giorgio non c'era, quelli di Chitarroni invece sono stati visti da tutti». Il presidente Alessandro Moser: «Sarebbe stato più bello vincere all'Olimpico anche perché lo aspettavamo da 32 anni. Grazie al nostro capitano, con noi da 3 anni, anche lui ha vissuto la rinvicita di due anni fa. Anche allora potevamo vincerlo lo scudetto». Chicco Durante, uno degli uomini simbolo della rinascita del Cortina: «Sono 10 anni che lavoriamo per questa squadra. Cinque anni in B, con il Laces ci fu un solo spettatore pagante in una partita di tanto tempo fa. Questo scudetto ci ripaga di tutto».
Dallo spogliatorio del Milano Felicetti e Chitarroni si sfogano così: «Scandaloso -dice Felicetti- le cariche di Mario Chitarroni non c'erano. A Cortina gli arbitri hanno regalato un gol che era un palo. Poi l'arbitraggio di Colcuc che ci ha penalizzato nell'ultimo minuto, questa sera Cassol ha fatto altrettanto. Mi dispiace tanto per Mario non meritava un finale di carriera come questo». Parola dunque a Chitarroni: «Non so cosa dire, la mia carica era pulita. Dopo tanti anni qui in Europa sono davvero deluso».
|