<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%> Hockey Club A\_\_EGHE Tegola Canadese 1933-2005

 

Settore Giovanile A\_\_EGHE Hockey
U8

Essere responsabile di squadre giovanili  di hockey, è la gioia di vivere con i ragazzi per otto mesi l’anno. Conoscerli piccoli, insegnare loro a vestirsi con tutte quelle cose complicate, vederli imparare per poi riuscire ad  allacciarsi i pattini da soli. Le prime partite, i primi gol, organizzare le trasferte , partire con loro per i vari tornei, essere con loro sempre diventare il loro amico e confidente. Riuscire ad amalgamare tanti caratteri, constatare che alla fine della stagione sono tutti amici.
Lo scopo infondo è questo, e secondo me anche la vera soddisfazione .Vedere una squadra compatta, bambini  e ragazzi che hanno una grande complicità tra loro. A volte bisogna anche essere duri, sgridare per insegnare l’ordine nello spogliatoio oppure discutere con loro perché imparino il rispetto per arbitri ed avversari.
Ma vi assicuro che tutto questo è gioia. (Un Responsabile..)

 
Commento finale alla Stagione 2006/07
Cosa dire di questo settore giovanile che quest’anno ha fatto faville? Innanzitutto che le soddisfazioni, dai piccoli ai più grandi, sono state immense. Della serie C under 26  abbiamo già detto molto e raccontato tutto, ma quanto orgoglio portiamo ancora dentro di noi per lo stupendo scudetto che ci hanno regalato i ragazzi, quelli ancora giovani, e i ragazzoni ormai navigati, hanno saputo creare un gruppo solido e unito, qualità che si è vista sul ghiaccio per tutta la durata della stagione. Grazie ancora  ai portieri,  al giovane Davide  che ha davanti una promettente carriera. Grazie ai difensori  Ivan, Matteo, Moreno, Alessandro,Michael, Davide, Milos,Claudio e al capitano Alessio, pedine fondamentali della squadra  sempre attente e pronte ad aiutare il guardiano.


Grazie agli attaccanti  Loris, Diego, Stefano, Marco,Tiziano, Bottiglia, Jacopo,Morris, Mauro,Juri,Alan e i nonni Milos De Toni e Roberto  Fontanive, attenti e veloci nel portar scompiglio e terrore nelle difese avversarie. E poi lo stratega, l’allenatore Primo Fontanive che li ha saputi mettere sul ghiaccio in modo magistrale. Un grazie speciale agli accompagnatori team leader che li hanno sempre seguiti in casa e in trasferta  e hanno saputo sostenerli in ogni occasione. Un plauso e un ringraziamento, infine, al signor Amedeo Franceschini che in questa squadra ci ha sempre creduto.

La nostra under 16 i portieri Simone e Luca i difensori  Igor, Diego, William, Moreno Joel gli attaccanti Jari, Alessandro, Patrik, Guglielmo, Erik, Prafloriani Jari, Olaf, Davide, Christian, Erwin,, Enrico (spero di averli nominati tutti…). Terzo posto nel campionato italiano e chi lo avrebbe mai detto? Partiti in sordina, quasi timidi, una pattuglia giovane prettamente formata da under 14,  si pensava ad un anno di transizione, una stagione di preparazione  in vista del prossimo campionato. Invece la bellissima sorpresa di vederli lottare su ogni disco  con tenacia  senza  mollare mai contro giganti di 15 anni compiuti come quelli del Gardena, e di tante altre avversarie.  Senza tirarsi indietro, senza farsi mai intimorire hanno ottenuto, con il gradino più basso del podio, il premio più grande che non ci saremmo mai aspettati. Scusate ma questa squadra mi ha commosso, mi è entrata nel cuore , provo un’ammirazione enorme per questi splendidi  ragazzi e dire loro grazie mi sembra poco: comunque GRAZIE , vi aspettiamo la prossima stagione per applaudirvi ancora e ne sono certa ci farete rivivere ancora tante emozioni. Immenso l’allenatore Valery Plotyansky  ormai vecchia volpe del settore giovanile, uno che con i giovani ci sa fare e che sa usare bene il pugno e il guanto di velluto: gran professionista mai sopra le righe , persona umile di poche parole ma di grandi risultati. E grazie al responsabile…….con il quale mi scuso per non saperne il nome, ma invito a collaborare fattivamente con noi la prossima annata.

Un’altra grossa soddisfazione arriva dall’under 14. Come abbiamo già detto parte di loro hanno giocato in under 16, sono ragazzi che amano questo sport e lo hanno dimostrato giocando di sabato e anche di domenica  con molti sacrifici: compiti, studio, e poca libertà sempre presi da allenamenti e partite . Parte di loro hanno fatto una bella esperienza al torneo Pee wee in Canada.
Al termine della stagione regolare – nel campionato Veneto-Trentino - si sono piazzati al secondo posto dietro al Cortina con 92 reti fatte e 23 subite: potrei dire senza esagerare che il portierino Gabriele Manfroi  è stato semplicemente straordinario, non a caso ha partecipato alla Pro Hockey Academy in Repubblica Ceca durante la scorsa estate. L’altro portiere Fersuoch Erik, i difensori  Joel, Diego, William, Luca, Kewin, Alex e gli attaccanti Christian, Patrik , Jari, Olaf, Manuel, Enrico, Davide, Erwin, Giovanni completano il roster.
Passati di diritto alle finali dei campionati italiani svoltisi a Collalbo sul Renon, i piccoli hockeisti  hanno ben figurato battendo squadre Alto Atesine del calibro di Egna e Merano. Nuovo elogio ai portieri e al resto del gruppo che hanno subito pochissimi gol, sinonimo di grande lavoro e attenzione. Si sono piazzati al quarto posto dietro Renon, Appiano e Merano possiamo però asserire che l’hockey non Alto Atesino sta crescendo e con orgoglio diciamo che siamo i primi ad aver raggiunto un risultato così importante dopo molti anni. Il tutto sotto la sapiente direzione del nostro solito Valery Plotyansky, che vogliamo ancora nei prossimi…secoli. Grazie  a Gian Davide Da Pos che li ha sempre seguiti fuori e dentro il ghiaccio, grazie particolare anche da Matteo e Karen per averci aiutato e sempre tenuti informati durante il campionato italiano, grazie infine al signor Fontanive Mirko.

Uner 12 un po’ croce e tanta delizia.Il campionato è capitato male fin dall’inizio partendo dai calendari e dalla formula. Un campionato Trentino Veneto diviso in due gironi. Il caso ha voluto che finissero pure nel girone delle squadre più lontane  ne cito due  per capire il Val Rendeva e il Val di Non. Campionato misto con squadre che giocavano a due o a tre linee. Noi  abbiamo scelto la formula a tre linee per far giocare tutti e poter far crescere anche i bimbi dell’ultimo anno under 10. Purtroppo  partecipavano ai campionati italiani le prime tre dei due gironi i nostri si sono qualificati al quarto posto . Le squadre escluse hanno fatto un torneo, il primo Trentino Veneto e i cuccioli nostri lo hanno vinto con gran disinvoltura facendo capire a tanti che se il campionato fosse stato gestito diversamente ai campionati italiani ci sarebbero arrivati anche loro.
Come premio di fine stagione hanno partecipato ad un torneo di due giorni a Fondo in Val di Non divertendosi tantissimo. I Bimbi sono sempre il nostro futuro e Lorenzo, Patrik, Costa Lorenzo , Jacopo, De Toni Patrik, Luca, Mazzarol Patrik, Caludio , Alessandro, Elia, Giorgio, Matteo, Alex, Claudio li troveremo negli anni e chissà magari in serie A. Pazientemente allenati da Gino Riva altra colonna dell’ Alleghe Hockey  e amorevolmente seguiti da Patrik De Silvestro che ringraziamo per la preziosa collaborazione.  Auguro loro che il prossimo campionato cambi regole e che si possa giocare un tutti contro tutti  o un girone a tre e uno a due linee ben distinti per aver modo di dimostrare la loro grande potenzialità.

Uner 10 che belli!. Chi non avesse mai assistito ad una partita under 10 consiglio di andare a vederne una, è uno spettacolo unico, li vedi che a volte con l’attrezzatura sembrano più larghi che alti, con i pattini piccoli le stecche piccole ma un carattere una grinta da far invidia ai grandi.
Di solito il risultato in queste partite non conta, si gioca per il gusto di giocare e far crescere i bimbi e far amare loro questo sport. Hanno partecipato ad un mini campionato Veneto. La partita finale è stata fatta a Cortina D’Ampezzo dove sono stati premiati con una coppa da  Gino Callegari e udite udite da Lucio Topatigh. Allenati dall’allenatore anche del comitato veneto Paolo De Biasio, coccolati e aiutati dai responsabili Patrik De Silvestro e Fontanile Patrik .

Under 8, i piccolini hanno partecipato al torneo IIHF a un quarto di campo mischiati, cioè non hanno giocato come Alleghe Hockey ma con nomi di fantasia mischiati con i piccoli delle altre società venete.
Qui  purtroppo non so chi siano allenatori e accompagnatori ma li ringrazio perché  è l’under dove si deve lavorare di più sia fisicamente che mentalmente. Li devi vestire e devi aiutare loro a imparare e ci vuole una pazienza enorme , sono quelli che ti danno anche tante soddisfazioni perché li vedi iniziare che non sanno stare in piedi e poi piano piano viaa  che vanno come il vento.
Un’appello a tutti ! Mandate i vostri figli a giocare ad hockey è uno sport bellissimo dove si impara a convivere con tanti caratteri e si impara ordine e rispetto.

Ecco, ora la stagione delle giovanili si è conclusa, a volte si dice meno male è finita , però passano pochi giorni e manca già.
Ricordo ancora i vari tornei del Comitato Veneto dove verranno sicuramente convocati anche dei nostri ragazzi partendo dal primo, il torneo Termanini under 14 che si fa ad Alleghe , il torneo Prezzemolo under 12 ad Aosta, il torneo Agazzi under 15 a Milano.
In bocca al lupo ai partecipanti e un arrivederci tutti insieme per la stagione 2007/2008.

Karen

Buone vacanze

 
Un allenatore (di Angelo Ramazzina)

Come hai iniziato? Nella stagione 1975/76 avevo 20 anni e giocavo col Cortina quando ho ricevuto la proposta di allenare una squadra di Serie C. Ero giovane e mi trovavo a guidare ragazzi di 16/17 anni ma anche alcuni “senatori” che avevano il doppio della mia età. Era un bel ambiente, altri, anni, in cui in Agordino c’erano tante squadre con grandi rivalità tra di loro. Io arrivavo da una realtà più grande nella quale avevo apprezzato l’importanza di avere un allenatore in gamba inserito in un organizzazione professionistica. Ad Agordo invece era tutto più semplice.
Nel 1987 ho partecipato al primo corso allenatori, era il mio ultimo anno da giocatore ed una svolta epocale perché sono passato da una parte all’altra della balaustra. Il clima era bellissimo, nel campionato agordino c’erano tante squadre, giocatori di tutti i paesi e in squadra eravamo tutti amici. Lo spogliatoio era sereno e con esso arrivavano anche i risultati, sono state esperienze importanti che mi hanno insegnato i valori fondamentali dello sport e dell’hockey, valori che ho cercato di applicare anche successivamente. Poi ho avuto la prima esperienza con l’hockey femminile e con la neonata società del Agordo, siamo passati dal fondo della classifica a vincere 3 scudetti consecutivi.
Ma cosa ha significato per te allenare le giovanili?
Secondo me allenare le giovanili è più difficile e soprattutto più importante di seguire le serie maggiori ed inoltre implica grandi responsabilità. Un errore che vedo oggi è ingaggiare un bravo allenatore di scuola nord americana, scandinava o del est solo per la prima squadra e arrangiarsi alla meglio per le giovanili. Mi ricordo un anno ai mondiali U18 quando rimasi sorpreso che dopo aver spiegato gli schemi alla lavagna i ragazzi li eseguirono correttamente. Avevano un ottima preparazione tattica e questo è ancora più visibile in Serie A. Ma la grande attenzione serve invece per i piccoli, è con i bambini che deve essere svolto il lavoro più importante. Per i bambini l’allenatore è un formatore, un punto di riferimento, lo considerano un giudice. I bambini giocano a Hockey per piacere e non per dovere. Quindi è fondamentale che si divertano, non deve essere un lavoro forzato, altrimenti si stufano e non tornano più. Dalla Under 8 alla 14 i ragazzi devono giocare tutti e occorre dare a tutti la stessa fiducia.
La più grande soddisfazione per un allenatore? Partire con 20 ragazzi e arrivare alla under 19 con 20 ragazzi.
E’ per questo che mi sono battuto per adottare il metodo Learn to Play (imparare a giocare ad Hockey divertendosi, vedi www.hcalleghe.com/u10.htm) collaborando per la IIHF con le altre nazioni emergenti del Hockey europeo.
E’ determinante formare il carattere dei giovani, insegnare loro la disciplina e soprattutto avere delle regole.
Quali sono state le soddisfazioni più grandi per te?
Soprattutto 2. La medaglia d’argento al Torneo Alpe Adria del 1997 con il Comitato Veneto, dove abbiamo vinto tutte le partite con un goal di scarto. Poi la gioia di battere finalmente dopo tanti anni la Baviera per 4-2. Abbiamo perso in finale con l’Alto Adige ma quel torneo rimarrà memorabile.
Il più bel ricordo però è il Torneo Pee Wee a Quebec City con il Comitato Veneto dei ragazzi classe 1985, tra i quali Nicola Fontanive. Fummo iscritti per errore al gruppo B, tra i più forti, pensate alla sorpresa che ho avuto nel vedere i miei ragazzi battere il  Quebec, lo Stato della California ai rigori per arrivare terzi a parimerito con i Washington Capitals.
Ma la soddisfazione più grande è che a distanza di anni ho ancora un ottimo rapporto con i ragazzi che ho allenato e quando li incontro per strada mi salutano con affetto e gratitudine.
Ho sempre ripetuto ai ragazzi che se ad ogni allenamento migliorano di 1/100 dopo 100 allenamenti avranno raddoppiato le loro capacità.
E il divertimento. Una volta mi trovai, per conto del IIHF, a dover esaminare un allenatore U12. Lui mise in campo i ragazzi e li fece lavorare intensamente con esercizi di livello anche superiore per l’età che avevano. Usciti dal ghiaccio mi guardò attendendo il mio giudizio. Io dissi sei promosso perché hai rispettato la regola delle 3S. E qual’è? Che bambini alla fine del allenamento devono uscire Stanchi, Sudati e soprattutto Sorridenti. Angelo Ramazzina

 

DUE CHIACCHIERE CON TRE RAGAZZI  DIVENTATI UOMINI


Io faccio il portiere anche se sono nato come difensore, ad un certo punto mi sono innamorato dei gambali e dei guantoni e sono arrivato a minacciare il mio allenatore che mi sarei ritirato se non  avessi potuto fare il portiere. Le prime volte in porta sono state una catastrofe, ma lasciati i capricci per l’attrezzatura cominciai a  prendere amore per il ruolo.
Crescendo ho dovuto subire più volte le ire dei miei compagni, ma ho sempre tenuto duro.
Ora  ho realizzato il mio sogno  sono in serie “A” e ringrazio i miei allenatori che mi hanno sempre dato fiducia. Anche i miei compagni  che non solo mi hanno criticato ma anche sostenuto nei momenti difficili.
Anch’io ricordo il periodo delle giovanili  come anni di divertimento e aggregazione.

Un Portiere..


Ho cominciato a giocare ad hockey verso i sette anni, i miei compagni tutti facevano uno sport soprattutto calcio, a me non piaceva e il campo era lontano da casa mia.
Mia sorella pattinava e così un giorno ci andai anch’io allo stadio.Si allenavano i miei coetanei  chiesi di provare mi piacque e continuai.
Crescendo ho preso sempre più passione, mi divertivo con i miei compagni, era bello vincere e far baccano. Ora ricordo le sconfitte con il sorriso ai tempi mi arrabbiavo ,io ho scelto di fare il difensore e tanti gol erano colpa mia. Ricordo la soddisfazione della prima convocazione con il comitato e poi le nazionali giovanili , e la voglia di arrivare in serie  “A”.
Ora sono arrivato ma ricordo con gioia quei anni pieni di spensieratezza e di divertimento.

Un Difensore..

 


In casa si parlava sempre di hockey ,mio padre giocava e poi è diventato allenatore e così ho cominciato anch’io. Mi sono subito appassionato mi dedicavo anima e corpo, gli altri sport non mi interessavano. Eravamo un gruppo di amici tutti della stessa scuola e giocavamo assieme anche fuori dallo stadio. Mi sono sempre impegnato avevo un solo obiettivo arrivare alla massima serie.
Ricordo le vittorie e le sconfitte  ma soprattutto il divertimento.

Un Attaccante..

 

 
Memorial "Gianmario Scola" 2005

Si è disputato a Canazei tra venerdì 30 settembre e domenica 2 ottobre il "Torneo Città di Canazei" Memorial Gianmario Scola tra le rappresentative dei comitati di: Alto Adige, Trentino, Lombardia, Veneto e per la prima volta anche il Piemonte.

 


Comitato Veneto
RISULTATI
Lombardia
-
Trentino
1
5
Veneto
-
Piemonte
2
1
Alto Adige
-
Lombardia
7
0
Trentino
-
Veneto
1
4
Alto Adige
-
Piemonte
9
1
Veneto
-
Lombardia
3
4
Trentino
-
Piemonte
4
3
Alto Adige
-
Veneto
5
1
Piemonte
-
Lombardia
3
1
CLASSIFICA FINALE
1
Alto Adige
2
Veneto
3
Trentino
4
Piemonte
5
Lombardia

MIGLIOR PORTIERE DEL TORNEO: Gabriele Manfroi Comitato Veneto
 
Torneo Termanini 2005
Il Settore Giovanile dell'Hockey Club Alleghe Tegola Canadese in collaborazione con il Comune di Alleghe e il Comitato Regionale Veneto F.I.S.G., organizzano ogni anno il Torneo Internazionale Giovanile "Giancarlo Termanini"..[vai]
 
Torneo Under 13 "Gianmario Scola" (25-26 settembre 2004)
Sabato 25 e Domenica 26 settembre si è disputato allo Stadio G. Scola di Alba di Canazei l'omonimo Torneo Giovanile in memoria di Gianmario Scola. Primo appuntamento importante della stagione 2004/05 hanno partecipato le rappresentative Under 13 di:


Sud Tirol
Lombardia
Trentino
Veneto
Sabato 25 Settembre
10:00 Alto Adige - Veneto 9 0
11:30 Trentino - Lombardia 1 7
15:30 Alto Adige - Lombardia 7 1
17:00 Trentino - Veneto 2 1
Domenica 26 Settembre
09:30 Lombardia - Veneto 0 1
10:30 Trentino - Alto Adige 0 14

    V N P GF GS p.ti
1 Alto Adige 3 0 0 30 1 9
2 Lombardia 1 0 2 8 8 3
3 Veneto 1 0 2 2 11 3
4 Trentino 1 0 2 3 22 3

Coppa Disciplina: Alto Adige
Miglior portiere: Luca Borzacca – Veneto
Miglior difensore: Luca Franza – Alto Adige
Miglior attaccante: Marco Martinelli - Lombardia

 

 
Torneo Termanini 2004
Il Settore Giovanile dell'Hockey Club Alleghe Tegola Canadese in collaborazione con il Comune di Alleghe e il Comitato Regionale Veneto F.I.S.G., organizzano ogni anno il Torneo Internazionale Giovanile "Giancarlo Termanini"..[vai]