Gli stranieri di questa stagione
Da sinistra Fraser, Kolesar e Hussey Ecco le interviste ai tre nuovi stranieri dell'HC Alleghe, tutti provenienti dal Canada. Da sinistra Iain Fraser, Mark Kolesar e Marc Hussey.

Iain Fraser - Una foglia d'acero che fa sognare i tifosi

Ha una foglia d'acero rossa tatuata sul petto, sopra il cuore, una vita per l'Hockey. Iain Fraser è il giocatore su cui l'Alleghe ripone le maggiori aspettative. Ala di 1.78 per 80 kg, classe 1969, Iain ha avuto una carriera davvero importante e per lui parlano le statistiche. Draftato nel 1989 dai New York Islanders vi è approdato alla fine della stagione 92/93 impressionando subito. Ma l'anno della consacrazione è stato il 93/94 quando con la maglia dei Quebèc Nordiques ha realizzato 37 punti in 60 partite. Confida Fraser al Corriere delle Alpi: "Quel'anno ero stato scelto tra le migliori 3 matricole della NHL, il migliore secondo il commentatore più famoso della TV canadese, ma purtroppo ho avuto un infortunio e ho saltato le ultime 22 partite, compromettendo la conquista del titolo di rookie dell'anno". Era quindi una stella nascente Fraser, ma l'infortunio lo ha portato negli anni successivi a dividersi tra poche partite in squadre NHL (Edmonton, Dallas, San Josè, Winnipeg) e ottime stagioni in American Hockey League come nel 95/96 agli Springfield Falcons quando ha realizzato 71 punti in 53 partite. "Poi il ginocchio ha continuato a farmi male e ho deciso di venire a giocare in Europa". Dal 1998 ha giocato nella DEL con Schwenninger, Berlin Capitals e Frankfurt, dove ha disputato delle ottime stagioni mettendo a segno ogni anno un ottimo bottino di punti e soprattutto un altissimo rendimento durante i play off. Dopo un ritorno oltre atlantico con i Fresno Falcons (WCHL) l'anno scorso, Fraser è stato contattato quest'estate da Theriault, di cui è peraltro amico e ha deciso di intraprendere questa nuova avventura: "L'ho visto così determinato a fare un buon lavoro qui ad Alleghe che mi ha convinto quasi subito. Siamo venuti per vincere!". Iain conosce molti giocatori che hanno militato nella nostra Serie A, Mc Cosh, Muzzatti e perfino il mitico Degray, tuttavia non sa molto del nostro campionato. E' pieno di entusiasmo per l'avventura italiana e gli piace molto Alleghe: "A Toronto è tutto moderno, piatto, frenetico, qui invece è tranquillo, la natura è bellissima. Le montagne poi, sono meravigliose!". Theriault ti ha scelto perché sei un leader, un giocatore di carattere, lo sarai anche ad Alleghe? "E' vero, ma qui il leader è Lino De Toni, è il capitano e io mi impegnerò affinché ci sia coesione tra noi canadesi, i veterani dell'Alleghe e i tanti giovani che ho visto pieni di grinta e buona volontà". Che tipo di giocatore ti definisci? "Io amo giocare ad Hockey prima di tutto, non mi piace definirmi da solo, lascio agli altri giudicare mettendoci sempre il massimo impegno". E la prima impressione è estremamente positiva, Fraser è un professionista collaudato che non si vedeva da tempo in riva al lago e sarà senz'altro una pedina fondamentale nella squadra di Theriault. MR [statistiche]

Mark Kolesar

I primi allenamenti con Theriault alla guida sono stati caratterizzati da una grande intensità, e le facce negli spogliatoi sono tirate. Ma mentre i compagni vanno sotto la doccia un giocatore continua con allungamenti, l'ultimo ad essere uscito dal campo. E' Mark Kolesar, classe 1973, di Brampton, Ontario. Centro di 1.84 per 85 kg, ha giocato tra il 94 e il 98 in NHL a Toronto e nel suo farm team, i St. John's Maple Leafs, dove nel 94/95 era in squadra con il nuovo compagno Marc Hussey, una vecchia conoscenza quindi. Dopo esperienze in AHL e IHL decide di traferirsi in Inghilterra, con una breve parentesi nella DEL con i Schwenninger Wild, dove gioca assieme all'altro canadese Iain Fraser. Dopo 3 anni a Londra arrivi ad Alleghe, una bella differenza vero? "Si, qui è molto diverso, ma per quello che ho visto nei primi giorni questo ambiente mi piace un sacco. E poi anch'io sono cresciuto in un piccolo paese del Manitoba, non sarà difficile adattarmi". Mark guarda i ragazzi dell'Alleghe e rivede la sua giovinezza in Canada. Casa e Hockey. "Io ero come loro. Questi ragazzi hanno un'enorme entusiasmo, imparano in fretta e si impegnano moltissimo, mi hanno fatto una bella impressione!". Dell'Hockey italiano dice di conoscere poco e niente anche se ha giocato con Mansi che gli ha raccontato qualcosa della nostra Serie A. Mai come quest'anno gli stranieri dell'Alleghe sembrano così ben assortiti e compatti, frutto delle scelte del Coach Theriault che ha deciso di dare una forte impronta personale alla squadra. Con Fraser ala veloce e di grande talento, Hussey difensore potente e concreto, Mark è un centro molto forte anche in fase difensiva, gioca duro ma corretto (solo 10 minuti di penalità in 29 partite di regular season la stagione scorsa) e soprattutto non molla mai. Dice di essere particolarmente ispirato nelle partite decisive dei playoff, come l'anno scorso con i London Knights quando ha realizzato ben 20 punti in 18 partite. Questa caratteristica sarà particolarmente apprezzata in riva al lago, dopo che troppe volte è mancata la concentrazione necessaria nei momenti cruciali dei campionati passati. MR [statistiche]

Mark Hussey: l'intensità e pressione sono tutto

In attesa dei nazionali impegnati in Friuli a Claut, i 3 nuovi stranieri dell'Alleghe si fanno ovviamente notare nei primi allenamenti della squadra, con un impegno da campionato inoltrato. Nella solita partitella di fine allenamento stupisce la grinta con cui Marc Hussey discute animatamente di un goal secondo lui non valido con Niki Cadorin e gli altri ragazzi. Difensore possente di 1.93 per 102 kg, 29 anni, è stato draftato dai Pittsburgh Penguins nel 1992 al secondo giro, 43esima scelta assoluta. Non ha tuttavia mai militato in NHL ma sempre in AHL e IHL (nel 94/95 era compagno di squadra di Mark Kolesar nei St. John's Maple Leafs) cambiando spesso team. Nel 94/95 ha giocato nel Team Canada per i mondiali in Svezia. Dal 99 si è traferito in europa, Londra, Krefeld Penguins, Essen e Notthingham, stagioni in cui ha dimostrato di essere un difensore potente e sicuro, con buone velleità offensive e ottimo in powerplay. Conoscevi qualcosa del campionato italiano? "Ad essere sincero poco, però il mio amico Craig Woodcroft mi aveva parlato un po' della Serie A, paragonandola più alla lega svizzera che non alla DEL". Cosa ti aspetti dal campionato che sta per iniziare? "Se le squadre rispettano il tetto per i transfer card, concordo con il coach che siamo tra le migliori. Il gruppo canadese è compatto e affiatato, ora aspettiamo i nazionali che ho sentito essere tra i migliori giocatori italiani". Conoscevi Theriault prima di quest'estate? "No, ma anch'io mi sono lasciato coinvolgere dal suo progetto qui ad Alleghe, è molto determinato a far bene". Tanti giovani qui.."Si, ma imparano in fretta! Noi nuovi dobbiamo essere un esempio per loro, di impegno e correttezza, trascinandoli al successo e farli crescere nel contempo". E' molto professionale Marc, sia dentro che fuori del campo, interessante come durante un esercizio di allenamento sia attento alla sua posizione e al offside come se fosse già in partita. Abbiamo visto che durante l'allenamento eri molto concentrato, come ti definiresti come giocatore? "Credo che l'essenza del mio gioco sia la pressione, l'intensità. Avendo gli stimoli giusti scendo in campo sempre per vincere, non importa se sia allenamento o la finale di Stanley Cup". E continua: "Per me è anche fondamentale la continuità e la progressione, cerco sempre di migliorare il mio rendimento con il procedere della stagione, e così spero sia per tutta la squadra. Non importa se vinciamo o perdiamo la prima partita di campionato, ma dobbiamo vincere l'ultima, la finale!". MR [statistiche]